TUMORI MAMMARI NEL CANE: PREVENIRE, RICONOSCERE, CURARE
I tumori della mammella sono i tumori più frequenti nella femmina di cane non sterilizzata. È un argomento che spaventa molti proprietari, ma che conviene conoscere bene: si tratta infatti di una delle poche patologie tumorali per le quali esiste una prevenzione davvero efficace, e in cui una diagnosi precoce può fare la differenza.
Come è fatta la mammella del cane
La cagna ha normalmente cinque paia di ghiandole mammarie, disposte in due file lungo il torace e l’addome, dalle ascelle fino all’inguine. Le mammelle sono collegate tra loro da una rete di vasi linfatici che drenano verso i linfonodi ascellari e inguinali: per questo un tumore di una ghiandola può coinvolgere anche quelle vicine. Le ghiandole più colpite sono quelle posteriori, più grandi e ricche di tessuto ghiandolare.
Il ruolo degli ormoni
Lo sviluppo dei tumori mammari è strettamente legato agli ormoni sessuali prodotti dalle ovaie. A ogni calore la mammella viene stimolata da estrogeni e progesterone, e queste stimolazioni ripetute negli anni favoriscono la comparsa di alterazioni delle cellule. Lo conferma un dato ormai classico: le cagne sterilizzate prima del primo calore hanno un rischio molto basso di sviluppare un tumore mammario; il rischio aumenta se la sterilizzazione viene eseguita dopo il primo calore, cresce ancora dopo il secondo e, dopo i due anni e mezzo di età, l’effetto protettivo nei confronti dei tumori maligni si riduce moltissimo.
Anche i farmaci a base di progestinici usati per sopprimere il calore, in compresse o iniezioni, aumentano il rischio di tumori mammari e di altre malattie, come l’infezione dell’utero: per questo non li consigliamo come metodo per evitare le gravidanze.
Benigno o maligno?
Non tutti i noduli mammari sono maligni: nella cagna circa la metà dei tumori mammari è benigna. Il problema è che, toccandoli, non è possibile capire di che tipo si tratti, e spesso nella stessa cagna convivono noduli diversi. Inoltre alcuni tumori benigni, se lasciati crescere, possono trasformarsi nel tempo. Nel gatto la situazione è ancora più seria: la grande maggioranza dei tumori mammari della gatta è maligna, e per questo ogni nodulo va affrontato con tempestività. I tumori mammari possono colpire raramente anche il maschio.
Come si presentano
Nella maggior parte dei casi il tumore si presenta come un nodulo sotto la pelle della mammella o vicino al capezzolo, di consistenza duro-elastica, a volte piccolo come un chicco di riso, a volte più grande. Possono essere presenti uno o più noduli, in una o in entrambe le file mammarie. Segnali che indicano una maggiore aggressività sono la crescita rapida, l’aderenza del nodulo ai tessuti sottostanti, l’ulcerazione della pelle, la secrezione di liquido o sangue dal capezzolo e il gonfiore dei linfonodi. Esiste poi una forma particolarmente aggressiva, il carcinoma infiammatorio, in cui la mammella appare arrossata, calda, gonfia e dolente, e che può essere confusa con una mastite.
Il controllo a casa
Il modo migliore per scoprire presto un nodulo è controllare regolarmente la propria cagna. Una volta al mese, mentre la accarezzate sul fianco o sulla pancia, passate delicatamente i polpastrelli lungo le due file di mammelle, dall’ascella fino all’inguine, e confrontate i due lati. Se trovate qualcosa di nuovo, anche di piccole dimensioni, non aspettate che cresca: prenotate una visita. Le dimensioni del tumore al momento della diagnosi sono uno dei fattori che più influenzano la prognosi: i noduli piccoli, asportati per tempo, hanno in generale un decorso molto più favorevole.
La diagnosi
Durante la visita esaminiamo tutte le mammelle e i linfonodi. Prima dell’intervento è fondamentale verificare che il tumore non si sia già diffuso: si eseguono le radiografie del torace in più proiezioni, per escludere la presenza di metastasi polmonari, l’ecografia dell’addome e gli esami del sangue necessari per l’anestesia. L’esame citologico con ago sottile può dare informazioni utili, ma la diagnosi definitiva si ottiene solo con l’esame istologico del tessuto asportato, che stabilisce il tipo di tumore, il grado di malignità e il coinvolgimento dei margini e dei linfonodi.
La terapia
Il trattamento principale è la chirurgia. A seconda del numero, della posizione e delle dimensioni dei noduli si può asportare il solo nodulo, la ghiandola interessata, un gruppo di ghiandole vicine o l’intera catena mammaria, insieme ai linfonodi coinvolti. La scelta dell’intervento viene discussa caso per caso con il proprietario. In alcune situazioni, in base al risultato dell’esame istologico, può essere indicata una terapia oncologica successiva, per ridurre il rischio di recidive e metastasi. Nelle cagne non sterilizzate valutiamo anche l’opportunità di eseguire la sterilizzazione nella stessa anestesia.
Dopo l’intervento è importante seguire con attenzione le indicazioni per la gestione della ferita, mantenere il collare elisabettiano o la tutina fino alla rimozione dei punti e programmare i controlli successivi, che nelle forme maligne comprendono anche radiografie periodiche del torace.
La prevenzione
La prevenzione più efficace è la sterilizzazione precoce, da discutere con il veterinario in base alla razza, alla taglia e allo stile di vita della cagna. Anche quando la sterilizzazione precoce non è stata fatta, i controlli regolari a casa e in ambulatorio permettono di scoprire i noduli quando sono ancora piccoli. Mantenere la cagna nel giusto peso, soprattutto da giovane, è un’altra buona abitudine per la sua salute generale.
Le domande più frequenti
“La mia cagna ha dodici anni: vale la pena operarla?” L’età da sola non è una controindicazione. Decidiamo insieme dopo aver valutato lo stato di salute generale, gli esami preoperatori e l’eventuale presenza di metastasi: molte cagne anziane affrontano l’intervento senza problemi e ne traggono un grande beneficio.
“Il nodulo è piccolo e non le dà fastidio: posso aspettare?” È proprio quando il nodulo è piccolo che l’intervento è più semplice e la prognosi migliore. Aspettare significa dare al tumore il tempo di crescere e, se maligno, di diffondersi.
“Sterilizzarla adesso serve ancora?” Nella cagna adulta la sterilizzazione protegge meno dai tumori mammari rispetto a quella precoce, ma previene altre malattie importanti, come l’infezione dell’utero e le gravidanze indesiderate. Ne parleremo insieme per scegliere il momento più adatto.
Se avete trovato un nodulo nella vostra cagna o nella vostra gatta, o se desiderate parlare della sterilizzazione, chiamateci allo 06 80690551: vi aspettiamo in Via Archimede 22.



