Parlando di obesità: cause e rimedi. Cosa suggerire ad un proprietario?
Il gatto “bello in carne”, morbido e rotondo, piace a molti e spesso viene considerato il ritratto della salute. In realtà il sovrappeso è uno dei problemi più diffusi tra i gatti che vivono in casa, e uno dei più sottovalutati. Ogni chilo di troppo, per un animale che dovrebbe pesarne quattro o cinque, è un carico enorme: per capirlo basta pensare che un gatto di sei chili, con un peso ideale di quattro, porta con sé la metà del proprio peso in più.
Perché il gatto ingrassa
Le cause sono quasi sempre legate allo stile di vita:
– la vita in appartamento: il gatto di casa caccia poco, corre poco e passa gran parte della giornata a dormire;
– la sterilizzazione: dopo l’intervento il fabbisogno di energia diminuisce, mentre l’appetito spesso aumenta. Se si continua a dare la stessa quantità di cibo, il peso sale rapidamente;
– la ciotola sempre piena: lasciare i croccantini a disposizione tutto il giorno rende impossibile controllare quanto il gatto mangia davvero;
– gli extra: snack, bocconcini, assaggi dalla tavola e il latte, che molti gatti adulti non digeriscono bene, aggiungono calorie spesso senza che ce ne rendiamo conto;
– la noia: per un gatto che si annoia il cibo diventa l’attività più interessante della giornata, e chiedere da mangiare diventa un modo per ottenere attenzione.
Più raramente l’aumento di peso dipende da una malattia o da farmaci: per questo, prima di iniziare una dieta, è sempre necessaria una visita.
Quali rischi corre un gatto obeso
Il sovrappeso non è solo una questione estetica. Il gatto obeso ha un rischio molto più alto di sviluppare il diabete mellito, che nel gatto è strettamente legato all’eccesso di peso. Le articolazioni, sovraccaricate, si usurano e compare l’artrosi, che rende doloroso saltare e muoversi. Sono più frequenti i problemi delle vie urinarie, le malattie della pelle, perché il gatto grasso non riesce a pulirsi bene la schiena e la zona posteriore, e i rischi legati all’anestesia. Nel complesso il gatto in sovrappeso vive peggio e, in media, meno a lungo.
Come capire se il gatto è in sovrappeso
Più che il numero sulla bilancia conta la forma del corpo. Il veterinario utilizza una scala di valutazione della condizione corporea, ma alcune verifiche si possono fare anche a casa:
– passando le mani sui fianchi, le costole devono essere facilmente percepibili sotto un sottile strato di grasso, senza dover premere;
– guardando il gatto dall’alto, dietro le costole dovrebbe vedersi un leggero restringimento, la “vita”;
– guardandolo di lato, la pancia non dovrebbe pendere: una piccola piega di pelle sull’addome è normale, un grosso deposito di grasso che dondola durante la camminata no.
Cosa fare: i consigli per il proprietario
1. Partire da una visita. Pesiamo il gatto, valutiamo la condizione corporea, escludiamo eventuali malattie e stabiliamo insieme il peso ideale da raggiungere e la quantità di calorie giornaliere.
2. Dimagrire lentamente. Nel gatto la perdita di peso deve essere graduale, nell’ordine dell’uno per cento del peso a settimana. Un gatto non deve mai essere messo a digiuno o a dieta drastica: il digiuno, soprattutto nei soggetti obesi, può provocare la lipidosi epatica, una grave malattia del fegato che può mettere in pericolo la vita dell’animale.
3. Scegliere l’alimento giusto. Gli alimenti specifici per il dimagrimento hanno meno calorie, molte proteine per conservare la massa muscolare e fibre che aumentano il senso di sazietà. Ridurre semplicemente la dose del cibo abituale spesso lascia il gatto affamato e rischia di creare carenze.
4. Pesare il cibo. La razione giornaliera va pesata con una bilancia da cucina, non stimata “a occhio”. Si può dividere in più piccoli pasti, rispettando l’abitudine del gatto a mangiare poco e spesso.
5. Far lavorare il gatto per il cibo. Distributori a premio, palline da cui escono i croccantini, porzioni nascoste in punti diversi della casa: in questo modo il gatto si muove, si diverte e mangia più lentamente.
6. Giocare ogni giorno. Due o tre sessioni di gioco di dieci minuti con canne con piume, palline o topini stimolano l’istinto predatorio e fanno consumare energia. Mensole, tiragraffi alti e percorsi in verticale invogliano il gatto a saltare e arrampicarsi.
7. Coinvolgere tutta la famiglia. Basta un componente che allunga di nascosto un bocconcino per vanificare la dieta. Gli eventuali premi vanno tolti dalla razione giornaliera.
8. Controllare il peso con regolarità. Una pesata ogni due-quattro settimane permette di verificare i progressi e di correggere la razione. Raggiunto il peso ideale, si passa a un’alimentazione di mantenimento adatta al gatto sterilizzato.
Gli errori più comuni
Il primo errore è interpretare ogni miagolio davanti alla ciotola come fame: spesso il gatto chiede compagnia, gioco o semplicemente attenzione, e una carezza o qualche minuto di gioco possono sostituire benissimo il bocconcino. Il secondo è seguire le dosi indicate sulla confezione senza considerare che si riferiscono a un gatto medio e attivo, mentre il gatto di casa sterilizzato ne ha spesso bisogno di meno. Il terzo è scoraggiarsi: i risultati arrivano lentamente, ma una perdita di peso graduale è proprio quella più sicura e duratura.
Ricordate infine che anche il cane di casa può contribuire al problema: il gatto che finisce gli avanzi dalla ciotola del cane assume un alimento non adatto a lui e ricco di calorie. Meglio dare da mangiare agli animali in ambienti separati e togliere le ciotole al termine del pasto.
E dopo la sterilizzazione?
La sterilizzazione è una scelta responsabile e porta molti vantaggi per la salute e il comportamento del gatto. Per evitare che diventi la causa di un aumento di peso basta adeguare fin da subito l’alimentazione, scegliendo un alimento formulato per il gatto sterilizzato e controllando le quantità.
Il nostro staff è a disposizione per impostare con voi un programma di controllo del peso su misura per il vostro gatto: chiamateci allo 06 80690551 o passate a trovarci in Via Archimede 22.



