Cosa vuol dire essere un paziente (cane o gatto) anziano e come il proprietario deve affrontare il cambiamento con il suo amico a quattro zampe.

Grazie a un’alimentazione migliore, alla prevenzione e ai progressi della medicina veterinaria, oggi i nostri cani e gatti vivono molto più a lungo di un tempo. È una bellissima notizia, ma significa anche che in ambulatorio incontriamo sempre più spesso pazienti “con i capelli bianchi”, con esigenze diverse da quelle di un animale giovane. Accompagnarli bene in questa fase della vita è uno dei compiti più belli del nostro lavoro e della vostra famiglia.

Quando un animale diventa anziano?

Non esiste un’età uguale per tutti. Nel cane molto dipende dalla taglia: le razze giganti invecchiano prima e possono essere considerate anziane già intorno ai sei-sette anni, mentre un cane di piccola taglia entra nella terza età più tardi, verso i nove-dieci anni. Il gatto viene generalmente considerato maturo dopo i sette anni e anziano dopo gli undici-dodici, ma molti gatti oggi superano serenamente i quindici anni.

L’invecchiamento non è una malattia: è un processo naturale. Alcune malattie, però, diventano molto più frequenti con l’età, e spesso iniziano in modo silenzioso. Per questo il paziente anziano ha bisogno di più attenzione e di controlli più ravvicinati.

Che cosa cambia con l’età

Il metabolismo rallenta: l’animale si muove meno e tende a ingrassare se continua a mangiare come prima. In altri casi, invece, perde peso e massa muscolare, e un dimagrimento non spiegato va sempre indagato.

Le articolazioni si usurano: l’artrosi è molto comune sia nel cane che nel gatto. Il cane fatica ad alzarsi al mattino, esita davanti alle scale o al salto in macchina, si stanca prima durante la passeggiata. Il gatto, che nasconde molto bene il dolore, smette semplicemente di saltare sul divano o sul davanzale, usa meno la lettiera o trascura la pulizia del mantello.

I sensi perdono efficacia: la vista e l’udito possono diminuire, e l’animale può spaventarsi più facilmente se viene toccato all’improvviso.

La bocca spesso presenta tartaro, gengiviti e denti doloranti, che rendono difficile mangiare.

Gli organi interni lavorano con meno riserve. Nel gatto anziano sono frequenti l’insufficienza renale cronica, l’ipertiroidismo, il diabete e l’ipertensione; nel cane le malattie cardiache, soprattutto nelle razze piccole, le malattie del fegato, le patologie ormonali e, purtroppo, i tumori.

Il comportamento può modificarsi: alcuni animali anziani sviluppano una vera e propria sindrome da disfunzione cognitiva, simile per certi aspetti alla demenza dell’uomo. Si perdono in casa, fissano il muro, si svegliano e vocalizzano di notte, dimenticano le abitudini igieniche acquisite, cercano meno o di più la compagnia della famiglia. Questi cambiamenti non vanno liquidati come “cose dell’età”: esistono rimedi, alimenti e accorgimenti che possono aiutare.

Il ruolo del proprietario

Siete voi le persone che conoscono meglio il vostro animale e che per prime possono notare i piccoli cambiamenti. Ecco alcuni segnali che meritano una visita:

– beve o urina più del solito;

– mangia meno, oppure molto di più, o cambia peso senza motivo;

– tossisce, si affatica facilmente, respira in modo affannoso a riposo;

– zoppica, è rigido, non salta più;

– ha l’alito cattivo o mastica con fatica;

– presenta noduli o gonfiori sulla pelle o sulle mammelle;

– è disorientato, dorme di giorno ed è agitato di notte, sporca in casa.

I controlli geriatrici

Nel paziente anziano consigliamo una visita almeno ogni sei mesi: sei mesi, per un cane o un gatto, corrispondono a diversi anni della nostra vita. Oltre alla visita clinica completa, con il controllo del peso, del cuore, della bocca e delle articolazioni, è utile eseguire periodicamente esami del sangue e delle urine e, quando indicato, la misurazione della pressione arteriosa, gli esami ecografici e radiografici. Molte malattie, scoperte all’inizio, si gestiscono molto meglio e più a lungo.

Come rendergli la vita più facile

Alimentazione: esistono diete studiate per l’animale anziano, più digeribili, con un apporto di energia adeguato e con nutrienti utili per le articolazioni, il cervello e i reni. Ogni cambio di alimentazione va fatto gradualmente e, se ci sono malattie in corso, concordato con il veterinario.

Movimento: l’attività fisica resta importante, ma va adattata. Meglio più passeggiate brevi e regolari che un’unica lunga camminata; il nuoto, dove possibile, è un ottimo esercizio per le articolazioni. Per il gatto, piccoli giochi quotidiani aiutano a mantenere il tono muscolare e la mente attiva.

Casa: una cuccia morbida e calda, lontana dalle correnti d’aria; tappeti antiscivolo sui pavimenti lisci; una rampa o un gradino per salire sul divano o in macchina; ciotole e lettiere facili da raggiungere, con bordi bassi per il gatto artrosico. Nel gatto è utile aggiungere punti d’acqua in casa, per favorire l’idratazione.

Cura quotidiana: spazzolare il mantello, controllare la lunghezza delle unghie, che nell’animale anziano consumano meno, e pulire occhi e orecchie. Sono anche momenti preziosi di contatto, che permettono di accorgersi subito di un nodulo o di una zona dolente.

Mente: anche il cervello ha bisogno di esercizio. Giochi di olfatto, piccoli esercizi di obbedienza, nuovi percorsi durante la passeggiata e giochi a premio mantengono l’animale curioso e partecipe.

Il dolore non è normale

Spesso si pensa che un animale anziano “è normale che sia rigido” o “che dorma tutto il giorno”. In realtà dietro questi comportamenti c’è frequentemente un dolore cronico che può essere controllato. Non somministrate mai di vostra iniziativa farmaci antidolorifici per uso umano: molti sono tossici per cani e gatti. Parlatene con noi, valuteremo la terapia più sicura per il vostro amico.

L’anzianità può essere un periodo sereno e pieno di affetto. Il nostro obiettivo è aiutarvi a vivere al meglio questi anni insieme al vostro compagno a quattro zampe: per un controllo geriatrico potete chiamarci allo 06 80690551 o passare in clinica, in Via Archimede 22.