uso corretto dell’ossitocina

L’arrivo di una cucciolata è un momento emozionante per tutta la famiglia, ma anche un evento che va seguito con attenzione. Tra le domande che ci vengono rivolte più spesso da allevatori e proprietari c’è quella sull’ossitocina, il farmaco “che fa partorire”. Si tratta di un medicinale prezioso, che in molti casi aiuta la madre e i cuccioli, ma che se usato nel momento sbagliato o senza i dovuti controlli può provocare danni gravissimi. Vediamo perché.

Che cos’è l’ossitocina

L’ossitocina è un ormone prodotto naturalmente dall’organismo, che svolge due funzioni principali al momento del parto: stimola le contrazioni dell’utero e favorisce l’emissione del latte dalle mammelle. Il farmaco che la contiene riproduce questi effetti e viene utilizzato in medicina veterinaria per sostenere le contrazioni quando sono insufficienti e, in alcune situazioni, dopo il parto.

Come si svolge un parto normale

Nella cagna la gravidanza dura in media circa due mesi, sessantatré giorni, con una certa variabilità a seconda di come si calcola la data di inizio. Nelle ore che precedono il parto la temperatura corporea si abbassa di circa un grado, la cagna diventa irrequieta, rifiuta il cibo, ansima, cerca un luogo appartato e prepara il nido: è la prima fase, che può durare diverse ore.

Nella seconda fase compaiono le contrazioni addominali visibili e nascono i cuccioli, ciascuno avvolto nei suoi annessi. Di solito tra un cucciolo e l’altro passano da pochi minuti a circa un’ora; dopo ogni nascita viene espulsa anche la placenta. Nella gatta il parto è simile, e spesso più rapido.

Il rischio dell’ossitocina “fai da te”

Capita ancora che l’ossitocina venga somministrata senza visita, con l’idea di “accelerare” un parto che sembra troppo lento. È un errore pericoloso. Se il parto si è fermato perché un cucciolo è troppo grande, è posizionato male o il canale del parto è troppo stretto, le contrazioni provocate dal farmaco spingono contro un ostacolo che non può essere superato. Le conseguenze possono essere drammatiche: sofferenza e morte dei cuccioli, distacco delle placente, lesioni e perfino rottura dell’utero, con un pericolo immediato per la vita della madre.

Anche quando non c’è un ostacolo, dosi eccessive possono causare contrazioni troppo forti e prolungate, che riducono l’afflusso di sangue alla placenta e quindi l’ossigeno destinato ai cuccioli. Per questo l’ossitocina non deve mai essere usata senza indicazione veterinaria.

Quando e come si usa correttamente

Prima di decidere se somministrare l’ossitocina il veterinario deve capire perché il parto non procede. La visita comprende l’esame generale della madre e l’esplorazione del canale del parto; la radiografia permette di contare i cuccioli e di valutarne dimensioni e posizione, mentre l’ecografia consente di controllare il loro battito cardiaco e di riconoscere i segni di sofferenza. Spesso è utile anche un esame del sangue: un basso livello di calcio o di zuccheri, ad esempio, può indebolire le contrazioni e va corretto prima di tutto.

Solo quando si è escluso un ostacolo, il canale del parto è dilatato e i cuccioli non sono in sofferenza, l’ossitocina può essere somministrata, a dosi basse e ripetute stabilite dal veterinario, controllando attentamente la risposta della madre e lo stato dei piccoli. Se le contrazioni non portano alla nascita in tempi ragionevoli, o se i cuccioli mostrano segni di sofferenza, non si insiste: la soluzione è il taglio cesareo.

Dopo il parto il veterinario può valutare l’impiego dell’ossitocina in situazioni particolari, ad esempio quando la madre, pur avendo le mammelle piene, ha difficoltà a far scendere il latte.

Quando chiamare subito il veterinario

– La gravidanza si è prolungata oltre il termine previsto senza segni di parto.

– La madre spinge con forza da più di venti-trenta minuti senza che nasca un cucciolo.

– Le contrazioni sono deboli e saltuarie da alcune ore e non nasce nessun cucciolo.

– Sono passate più di due ore dalla nascita dell’ultimo cucciolo e sapete, o sospettate, che ce ne sono altri.

– Compare una perdita verde scura o nerastra, oppure con sangue abbondante, senza che nasca un cucciolo in breve tempo.

– Un cucciolo è visibile nel canale del parto ma non riesce a uscire.

– La madre è abbattuta, ha febbre, trema, vomita o sembra molto sofferente.

Prepararsi al parto

Il modo migliore per affrontare il parto con serenità è prepararsi per tempo. Durante la gravidanza è consigliabile una visita di controllo e, nell’ultima settimana, una radiografia per conoscere il numero dei cuccioli: sapere quanti devono nascere permette di capire se il parto è davvero concluso. Preparate in anticipo una cassa parto in un luogo tranquillo e caldo, asciugamani puliti, un termometro e un quaderno su cui annotare l’orario di ogni nascita. Tenete a portata di mano il numero della clinica e concordate con il veterinario come comportarvi in caso di urgenza, anche di notte: il nostro numero per la reperibilità 24 ore è il 338 875 67 39.

I primi minuti di vita dei cuccioli

Di solito è la madre a liberare il cucciolo dalle membrane, a recidere il cordone ombelicale e a stimolarlo leccandolo con energia. Se non lo fa entro un minuto o due, si può intervenire con delicatezza: rompere le membrane partendo dal muso, liberare bocca e naso dai liquidi e asciugare il cucciolo strofinandolo con un asciugamano tiepido, finché non respira e non piange vigorosamente. Il cordone va legato con un filo pulito a circa un centimetro dall’addome e tagliato oltre la legatura. I cuccioli devono essere tenuti al caldo e attaccarsi presto alla mammella, per ricevere il colostro.

Dopo il parto

Nei giorni successivi controllate che tutti i cuccioli succhino e crescano di peso, che la madre mangi, beva e accudisca i piccoli, e che le perdite vaginali diminuiscano progressivamente. Febbre, mammelle arrossate, dure e dolenti, perdite maleodoranti, tremori o irrequietezza della madre sono segnali da non sottovalutare. Una visita di controllo della madre e dei cuccioli dopo il parto è sempre una buona idea.

Per qualsiasi dubbio sulla gravidanza o sul parto della vostra cagna o della vostra gatta potete contattarci allo 06 80690551 o venire in clinica, in Via Archimede 22.